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Teatro nuovo linguaggio

  • 18 maggio 2019 dalle 16,30 alle 20,00
  • 19 maggio 2019 dalle 9,00 alle 13,00

A cura di Gabriele Ciaccia

IL PROGETTO TEATRO segna un passo fondamentale per il suo inserimento nell’area curriculare della scuola. Passaggio giunto a termine di molti anni di esperienze di laboratorio, protocolli di intesa, strutturazione di piste didattiche innovative nel segno della intersezione tra i linguaggi e discipline.

“Tale previsione corre parallela a quanto previsto dal recente Protocollo d’intesa siglato il 4 febbraio 2016 tra il MIUR e il MIBACT, avente ad oggetto: “Teatro e cinema per la Scuola”, che tra le azioni programmatiche di cui all’art. 2 al punto 6 prevede: “potenziare, promuovere e divulgare nelle Scuole l’utilizzo della Piattaforma web del MIUR e di Agiscuola, dedicata al mondo del cinema a scuola, al fine di renderla un punto di contatto diretto e da raccordo fra mondo della Scuola e i settori del cinema e del teatro. La piattaforma verrà integrata con il  settore teatro e al suo interno verranno inseriti e promossi tutti i contenuti informativi, divulgativi, contributi audio video e “learning object” destinati specificatamente alla comunità scolastica.  All’interno della Piattaforma, inoltre, sarà definita una sezione dedicata alla registrazione e al monitoraggio delle iniziative al fine di restituire, una mappatura di tutte le realtà ed esperienze impegnate sul territorio che promuovono attività teatrali e cinematografiche per e con le Scuole”.

L’esperienza del Teatro dei Colori è stata portatrice, nel Territorio Italiano, di un proposta sempre aperta alle Istituzioni scolastiche e ricca di sperimentazioni e per l’apertura di nuovi fronti formativi e diverse funzioni del Scuola. Si presentano in sintesi i comparti laboratoriali, da concordare in un progetto interdisciplinare con i docenti.

“GRAMMATICHE DELLA SCENA”

Formazione e aggiornamento rivolto a docenti, attori

Tracce:

Il progetto di comunicazione “INTERSEZIONI E LINGUAGGI TEATRALI” vuole offrire ai Docenti ed agli Operatori Teatrali uno spaccato sulla Storia del Teatro con particolare riferimento al concetto di Teatro di Regia in rapporto all’elemento drammaturgico e ed ai nuovi contenuti espressi dal teatro del novecento; un profilo tracciato attraverso la visione critica del lavoro dei grandi maestri, dei pedagoghi, del lavoro all’interno del gruppo; l’analisi linguistica del teatro, delle sue componenti strutturali e delle sue forme di comunicazione; approfondimenti riferiti al complesso scritturale come fonte culturale ma anche al complesso operativo riscrivendone una percorso funzionale ed attuale; uno studio sulla crisi del concetto di genere letterario drammatico e le motivazioni socio- culturali che hanno modificato questa forma di scrittura – progetto; la conoscenza delle soluzioni attualizzate sulla scena; un approccio semiologico alle discipline teatrali; l’identificazione di strutture e linguaggi anche in funzione dei rapporti con il progetto educativo curricolare; proposte di soluzioni tipo (convergenze culturali, creazione di team, progetti interdisciplinari aperti…) ,collegamenti con le discipline della comunicazione e le sue forme mediali e multimediali; una possibile visione intercodice ed ipertestuale della cultura teatrale. la conoscenza del complesso teatrale percorrendo il momento ludico per creare strutture ed unità didattiche.

  

IL TEATRO GIOCO

Le attività prevedono incontri per individuare un percorso culturale ed operativo con Insegnanti ed alunni; si tratta di un laboratorio di animazione a scuola ed una dimostrazione finale completata da mostre, fotografie, video. Il tema teatro viene presentato in termini di gioco, l’aspetto ludico è il tessuto di connessione dell’intera proposta per giungere infine ad una più chiara definizione dei momenti creativi, simbolici, teatrali. Le componenti espressive del teatro vengono presentate nella loro globalità in un incontro sincronico, questa “compresenza” tende poi a differenziarsi nelle modalità e nei linguaggi che scaturiscono dal gruppo di lavoro di attori, insegnanti ed alunni. Luogo delle attività è la scuola, che diventa così percorso ‘altro’ e parallelo al curricolo, ma che converge nelle discipline di quest’ ultimo.

Temi e finalità: Percezione e conoscenza del corpo – Conoscenza dello spazio e sua individuazione tramite il corpo – Indagine sull’uso e sulla funzione dell’oggetto – Conoscenza degli altri – Scoperta della capacità di comunicazione del viso, delle mani, del corpo – Rappresentazione di azioni collegate in sequenza mimica -Comprensione e riproduzione di messaggi, azioni, ruoli, tramite il linguaggio gestuale – Comprensione della struttura di un testo fantastico – Ricostruzione degli avvenimenti secondo la successione temporale e spaziale – Identificazione dei contenuti, dei messaggi, relazioni fra avvenimenti – Scelta di una o più storie fantastiche e con un pretesto reale – Segmentazione delle stesse utilizzando supporti visivi – Rappresentazione grafico – pittorica della storia – Ricostruzione tramite suono e rumore – Identificazione delle caratteristiche dei personaggi, ambienti – Costruzione dei materiali scenici – Drammatizzazione con rotazione dei ruoli – Racconto e scrittura audiovisiva – Parole sentite – Parole giocate – Invenzione, montaggio, allestimento prove e rappresentazione dello spettacolo.

I MIEI COLORI

Il laboratorio si fonda sull’idea del colore, nel gioco e nella ricerca di una “storia” personale.

BIANCO: Nella prima giornata si lavora intorno al bianco, ogni partecipante definisce liberamente il bianco come elemento della memoria personale, come simbologia, come interpretazione. Viene consegnato un foglio bianco , viene osservato profondamente anche in rapporto alla luce (opacità, trasparenza, ombra) , si pongono domande sulla visione e si scambiano informazioni. Il foglio viene toccato con approcci e dinamiche differenti, si immagina la leggerezza o la pesantezza, si mette in rapporto il movimento del corpo con la dinamica dell’elemento carta che cade, si sposta, vola ecc.

Il foglio viene poi disegnato ad occhi chiusi poi si comincia a raccontare,a scolpire, a manipolare…

COLORE: La seconda giornata si basa sulla esperienza del colore, dopo una discussione sui nomi, sulle materie, sui ricordi, sugli oggetti, catalizzando tutto intorno al cromatismo, si affianca a tutto questo un’attività di pittura, di collage, di “composizione”. Dal foglio colorato si estrapolano degli elementi che possono essere drammatizzati, ad esempio un suono rapportato al colore, la parola colore che viene cantata, recitata, agita, ne nasce una sorta di drammatizzazione dove emerge una personalità che nasce dal gioco. L’esercitazione poi si porta sulla fisicità, si individua una forma – colore del corpo, il colore cantato e parlato si trasferisce allo spazio ed alla luce – colore del luogo. Ogni partecipanti proporrà in un gioco imitativo l’azione riferita a questo “immaginario” personaggio.

NERO: La terza giornata si riferisce all’esperienza dell’oscurità, del nero, dell’ombra. Stati d’animo, ricordi e

Si raccontano liberamente esperienze legate al buio, su un foglio di carta ognuno scrive delle parole che possono sinteticamente rappresentare tutto questo. Poi si passa alla fase laboratoriale, ad occhi chiusi si percorre lo spazio, memorizzandone elementi salienti, si stabilisce un contatto con gli altri valorizza il potenziale di scoperta del tatto, si vince la paura di un movimento ad occhi chiusi, si stabilisce tra i partecipanti un rapporto sulla fiducia e sul contatto, si focalizza l’attenzione su alcune parti del corpo per giungere alla accettazione di un elemento chiave che emerge dal “buio”. I partecipanti poi riaprono gli occhi, e si perlustra lo spazio sviluppando la memoria visiva e tracciando un proprio percorso, che viene “segnato” con posture del corpo, segnali acustici, punti di riferimento oggettuali e luministici. L’azione diventa collettiva, si lavora per perfezionare la memoria dello spazio, si aggiungono elementi acustici (ad esempio le cinque vocali) creando delle corrispondenze tra azione, tempo, postura, canto collettivo. Dal buio emerge un potenziale di esplorazioni, di apparizioni, di immagini, di colori. Tracciare la teatralità del colore, il possibile personaggio che nasce nella concretezza dell’espressione corporea, dei giochi di parole… Ad un bambino di una scuola materna fu chiesto dopo un gioco teatrale ” che gioco è questo?” e lui “ è il gioco del guardare”.